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ARTE Dibloc

Iscritto dal 18/04/2017 | ProDibler

Il profilo ufficiale della sezione Arte di Dibloc!
Tutte le principali forme d'arte visiva, riunite in un unico spazio dove dar risalto al linguaggio della creatività. Si parte dalla pittura, con il disegno, l'incisione e la grafica digitale, passando per la scultura, l'oreficeria e le altre forme d'artigianato; giungendo poi al fumetto, la fotografia e infine l'architettura, con tutti i loro più importanti esponenti, italiani ed esteri. Tante schede ricche di foto e curiosità, anche su forme d'arte minori o moderne, come il graffitismo.

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Piet Mondrian

Pieter Cornelis Mondriaan, meglio conosciuto come Piet Mondrian (Amersfoort, 7 marzo 1872 – New York, 1 febbraio 1944), è stato un pittore olandese, fondatore assieme a Theo van Doesburg del "neoplasticismo" (il nome originale è De Stijl, dal nome della rivista De Stijl). Nonostante siano molto famosi, anche se spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri "non rappresentativi", per cui è conosciuto e che consistono in linee perpendicolari e campiture di colore geometriche in colori primari (rosso, giallo, blu) col bianco, il nero o il grigio, sono in effetti il risultato di una continua ricerca di equilibrio e perfezione formale, evoluta stilisticamente nel corso di tutta la sua vita. Nei primi dipinti, le linee che delineano le forme rettangolari sono sottili e grigie. Tendono anche a sbiadire man mano che s'avvicinano all'orlo della tela. I quadrati, sono dipinti con i colori primari, e quasi tutti sono colorati; solo alcuni sono stati lasciati bianchi. A partire dal 1921, i quadri di Mondrian raggiungono una forma "matura". Spesse linee nere ora separano i quadrati, che sono più grandi e meno numerosi, e che sono lasciati in maggior parte bianchi rispetto ai primi esempi. Nei dipinti del '21, molte, ma non tutte, delle linee nere si arrestano brevemente a una distanza che può sembrare arbitraria dal bordo delle tele, pur lasciando intatte le divisioni tra le forme rettangolari. Anche in questo caso, la maggior parte dei quadrati è colorata. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Piet_Mondrian Foto: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tableau_I,_by_Piet_Mondriaan.jpg Licenza: https://creativecommons.org/license

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Anime e Manga

Manga è un termine giapponese che indica i fumetti in generale, mentre nel resto del mondo può essere usato per indicare solo i fumetti giapponesi. In Giappone i manga non rappresentano un genere o uno stile in particolare, ma sono chiamati così i fumetti di qualsiasi target, tematica e anche nazionalità. Il fumetto giapponese include opere in una grande varietà di generi, come avventura, romantico, sportivo, fantasy. Benché nata in Giappone, questa forma di intrattenimento è stata esportata e tradotta in tutto il mondo, con una platea internazionale molto nutrita. Sono principalmente stampati in bianco e nero, ma non mancano pubblicazioni totalmente a colori. In Giappone sono tipicamente serializzate su riviste dedicate, contenenti più storie, ognuna delle quali viene presentata con un singolo capitolo per poi essere ripresa nel numero successivo. Se una serie ha successo, i capitoli possono essere raccolti e ristampati in volumi tankōbon e la serie può ricevere un adattamento animato dopo o anche durante la sua pubblicazione. Il termine Anime, dall'abbreviazione di animēshon (traslitterazione giapponese della parola inglese animation, "animazione"), è un neologismo con cui in Giappone, a partire dalla fine degli anni settanta del XX secolo, si indicano l'animazione ed i film d'animazione (giapponesi e non), fino ad allora chiamati dōga eiga (Film animato) o manga eiga (Film di fumetti), mentre in Occidente viene comunemente utilizzato per indicare le opere di animazione di produzione giapponese, comprese quelle precedenti l'esordio del lemma stesso. Fonte: https://it.wikipedia.org/ Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it

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I graffiti e i writer

Il graffitismo (in inglese Graffiti Writing o semplicemente Writing ), è una manifestazione sociale e culturale diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi pittorici sul tessuto urbano, frequentemente considerati atti vandalici e puniti secondo le leggi vigenti. Talvolta è correlato ad essa l'atto dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno, ricordando la pittura murale (murales - disegni su muro), è da alcuni ad essa accostato, poiché numerosi graffitisti (in inglese writer) imbrattano, spesso impunemente, mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico. Ogni graffitaro, qualsiasi sia la sua inclinazione e provenienza, ricerca e studia un'evoluzione personale, per arrivare ad uno stile proprio in modo tale da distinguersi dagli altri ed essere elogiato maggiormente. Nel corso degli anni molti artisti hanno comunque maturato nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nel graffiti writing, sono riusciti a sconfinare nella tipografia, nel design, nell'abbigliamento, contaminando il tipico stile degli anni '80 con ideali più razionali e vicini alla grafica. Si parla di tendenze artistiche "post-graffiti" in particolare riferendosi all'arte di strada, e di Graffiti Design per le influenze oramai evidenti nelle tecniche pubblicitarie e nella moda. È possibile affermare che molti artisti oramai integrati nel sistema convenzionale del mercato dell'arte, traggono il loro valore da esperienze precedenti spesso formalmente illegali. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Graffitismo Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it

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Museo del Louvre

Il Museo del Louvre (in francese Musée du Louvre) a Parigi, in Francia, è uno dei più celebri musei del mondo e il primo per numero di visitatori: 8,8 milioni l'anno. Si trova sulla rive droite, nel I arrondissement, tra la Senna e Rue de Rivoli. Il museo ha preso il nome dal palazzo che lo ospita. Originariamente era una fortezza, costruita alla fine del XII secolo durante il regno del re capetingio Filippo II, nei rifacimenti successivi fu sede reale e governativa. La conformazione attuale del palazzo origina dai lavori ordinati da Carlo V nella seconda metà del XIV secolo. Fu il governo rivoluzionario a dare piena attuazione a progetti già avviati di trasformazione in museo, inaugurandolo come tale nel 1793, anche se il palazzo continuò ad ospitare enti governativi fino agli anni novanta. Per iniziativa del presidente Mitterand fu sottoposto a lavori di rifacimento e ampliamento negli anni ottanta e novanta secondo il progetto denominato Grand Louvre, che comprende la caratteristica piramide di vetro e acciaio nel cortile principale. Vi sono esposte la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, le Nozze di Cana (Veronese), i due Prigioni di Michelangelo Buonarroti, Amore e Psiche di Antonio Canova, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, La zattera della Medusa di Théodore Géricault, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia, il Codice di Hammurabi. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_Louvre Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it

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